
Il Paginone del Monte Camicia (2564m) è un pendio perfetto per lo sci, una delle classicissime dello scialpinismo appenninico. Ha qualcosa di miracoloso questa montagna.
L’esposizione a sud-ovest consente di trovare spesso ottima neve trasformata anche pochi giorni dopo le nevicate e allo stesso tempo, anche in primavera, se si scende abbastanza presto è possibile trovare neve buona per sciare e non troppo molle.
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Questa domenica finalmente si va sul Corvo, una montagna che da tanto tempo avevo in testa. Partiamo da Prato Selva decisi a salire per il versante nord, quello sciisticamente e forse anche paesaggisticamente più appagante. Da qualsiasi parte lo si affronti il Corvo è cmq una montagna remota e piuttosto selvaggia, cosa che non fa che aumetarne il fascino.
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Domenica scorsa in sette uomini e due cani (i famosi cani alpinisti di Luca, in grado di scalare senza problemi un itinerario ripido come la direttissima!) abbiamo percorso quella che è probabilmente la classica scialpinistica più “classica” e spettacolare dell’appennino: la traversata alta del Gran Sasso, da Campo Imperatore ai Prati di Tivo per il Corno Grande e la conca del Calderone.
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Il versante ovest del Pizzo di Intermesoli (2635m) è un pendio ideale e bellissimo da percorrere con gli sci quando la neve sia ben assestata, sicura e non ghiacciata. Di seguito il report fotografico e la descrizione dell’itinerario compiuto da Andrea il 24 febbraio scorso.
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Il Fosso del Malepasso è uno dei grandi valloni che scendono scoscesi dal versante settentrionale della catena orientale del Gran Sasso. Situato alla sinistra del Vallone di San Pietro, percorso circa un mese fa, il Malepasso ha una pendenza leggermente più costante ed è privo di tratti veramente ripidi.
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Casale San Nicola è un piccolo paesino situato a 850 metri di quota ai piedi di quella che è forse la più imponente parete appenninica. Il “Paretone” si innalza per quasi 2000 metri gettando la sua ombra su queste antiche case. Meno oscuro e repulsivo dell’altrettanto impressionante e vicina parete nord del Camicia è forse più nobile e bello con la sua forma triangolare e isolata.
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La cresta est del Corno Grande rappresenta l’ultimo tratto, e il più difficile, della classicissima “traversata delle tre vette“. L’abbiamo percorsa con Andrea in una giornata di tempo incerto lo scorso settembre.
Abbiamo attaccato la cresta dalla Forchetta del Calderone raggiunta quest’ultima dal canale che sale dal sentiero per il bivacco Bafile.
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Data: 10 Giugno 2007Partecipanti: Patrick, Daniela, AndreaSviluppo: 230 metriDifficoltà: AD con passaggi fino al IV.Una classicissima via di roccia del Gran Sasso. Percorre la parete nord della seconda spalla del Corno Piccolo con un andamento zigzagante volto a sfruttare i punti deboli della parete. Una breve descrizione della via:
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Data: 8 Luglio 2007Partecipanti: Patrick, Daniela, AndreaDislivello: 1100 metri. Circa 500 metri di sviluppo su roccia.Difficoltà: AD-, con passaggi fino al IVUna bellissima e relativamente facile via su roccia. Le maggiori difficoltà sono concentrate nella prima parte della via e si superano con due o tre tiri di corda. Dopo questo punto è una bellissima cavalcata di cresta su roccia ottima con difficoltà tecniche contenute.
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Domenica scorsa abbiamo compiuto una bella traversata con gli sci del monte Brancastello, sul Gran Sasso. Eravamo tanti, tantissimi. Diciasette persone e due cani. Finora non mi era mai capitato di andare in montagna in così numerosa compagnia.Catalizzatore e guida dell’intero gruppo Luca Mazzoleni, gestore del rifugio Franchetti e autore dell’apprezzata guida allo scialpinismo in Italia Centrale: “La Montagna Incantata“.
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