
Escursione facile facile per il mio ritorno in montagna dopo un paio d’anni trascorsi esclusivamente pedalando. Lasciata la macchina lungo la sterrata (m. 1745) che dalla statale di Campo Imperatore conduce alla vecchia miniera di bitume, con Patrick attacchiamo il sentiero 7 poco dopo le 8.00.Con un clima perfetto, risaliamo rapidamente i pendii sud occidentali del Monte Camicia superando un paio di canalini (attenzione poco prima del primo, dove per una frana è facile scivolare), per poi obliquare verso sinistra rimontando le Coste di Sferruccio.
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Siamo saliti da Campo Imperatore per la Direttissima e scesi con gli sci per il versante Ovest, quello della via normale, fino alla sella del brecciaio, di dove abbiamo imboccato sempre in direzione ovest il canale a nord del Primo Scrimone.
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Domenica di brutto tempo questa. Siamo partiti da Roma con propositi bellicosissimi convinti che ancora una volta le previsioni ci avrebbero stupito per il loro pessimismo. I nostri progetti parlavano di Direttissima e Primo Scrimone, di Monte Aquila per il versante nord, alla scoperta della valle dell’Inferno. Niente di tutto questo.Campo Imperatore ci accoglie con un cielo nuvoloso in via di rapido peggioramento
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Il Paginone del Monte Camicia (2564m) è un pendio perfetto per lo sci, una delle classicissime dello scialpinismo appenninico. Ha qualcosa di miracoloso questa montagna.
L’esposizione a sud-ovest consente di trovare spesso ottima neve trasformata anche pochi giorni dopo le nevicate e allo stesso tempo, anche in primavera, se si scende abbastanza presto è possibile trovare neve buona per sciare e non troppo molle.
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Questa domenica finalmente si va sul Corvo, una montagna che da tanto tempo avevo in testa. Partiamo da Prato Selva decisi a salire per il versante nord, quello sciisticamente e forse anche paesaggisticamente più appagante. Da qualsiasi parte lo si affronti il Corvo è cmq una montagna remota e piuttosto selvaggia, cosa che non fa che aumetarne il fascino.
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Domenica scorsa in sette uomini e due cani (i famosi cani alpinisti di Luca, in grado di scalare senza problemi un itinerario ripido come la direttissima!) abbiamo percorso quella che è probabilmente la classica scialpinistica più “classica” e spettacolare dell’appennino: la traversata alta del Gran Sasso, da Campo Imperatore ai Prati di Tivo per il Corno Grande e la conca del Calderone.
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Il versante ovest del Pizzo di Intermesoli (2635m) è un pendio ideale e bellissimo da percorrere con gli sci quando la neve sia ben assestata, sicura e non ghiacciata. Di seguito il report fotografico e la descrizione dell’itinerario compiuto da Andrea il 24 febbraio scorso.
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Il Fosso del Malepasso è uno dei grandi valloni che scendono scoscesi dal versante settentrionale della catena orientale del Gran Sasso. Situato alla sinistra del Vallone di San Pietro, percorso circa un mese fa, il Malepasso ha una pendenza leggermente più costante ed è privo di tratti veramente ripidi.
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Casale San Nicola è un piccolo paesino situato a 850 metri di quota ai piedi di quella che è forse la più imponente parete appenninica. Il “Paretone” si innalza per quasi 2000 metri gettando la sua ombra su queste antiche case. Meno oscuro e repulsivo dell’altrettanto impressionante e vicina parete nord del Camicia è forse più nobile e bello con la sua forma triangolare e isolata.
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La cresta est del Corno Grande rappresenta l’ultimo tratto, e il più difficile, della classicissima “traversata delle tre vette“. L’abbiamo percorsa con Andrea in una giornata di tempo incerto lo scorso settembre.
Abbiamo attaccato la cresta dalla Forchetta del Calderone raggiunta quest’ultima dal canale che sale dal sentiero per il bivacco Bafile.
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