
Il Paginone del Monte Camicia (2564m) è un pendio perfetto per lo sci, una delle classicissime dello scialpinismo appenninico. Ha qualcosa di miracoloso questa montagna.
L’esposizione a sud-ovest consente di trovare spesso ottima neve trasformata anche pochi giorni dopo le nevicate e allo stesso tempo, anche in primavera, se si scende abbastanza presto è possibile trovare neve buona per sciare e non troppo molle.
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Mercoledi è il giorno giusto. Si, mercoledi è proprio il giorno giusto. Il meteo da bello, l’aria calda da sud arriverà solo il giorno dopo, le condizioni di innevamento dovrebbero essere ottimali. Mercoledi andrò sul Maiori. E ci andrò da solo perchè con gli amici, chi vi è già stato ed ha altri programmi, chi non si sente fisicamente abbastanza in forma, non c’è speranza. Almeno per quest’anno.
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La Rava Pisciarello non è una delle classiche rave della Maiella, o almeno non ancora. E’ stata sciisticamente scoperta solo da pochi anni da Valentino di Salvo, autore insieme a Luigi Filocamo della guida “Tracce di sci in Appennino” e successivamente valorizzato da Fabrizio D.A. (Annibale sul forum di Over the Top) che ha provveduto a divulgarlo e a segnare il sentiero d’accesso con alcuni bolli di vernice.
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Questa domenica finalmente si va sul Corvo, una montagna che da tanto tempo avevo in testa. Partiamo da Prato Selva decisi a salire per il versante nord, quello sciisticamente e forse anche paesaggisticamente più appagante. Da qualsiasi parte lo si affronti il Corvo è cmq una montagna remota e piuttosto selvaggia, cosa che non fa che aumetarne il fascino.
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Questa domenica si va al Terminillo. Il programma di giornata prevede un impegnativo giro nella parte meno nota del massiccio reatino, fra i monti Elefante e Brecciaro. Due cime minori queste, ma con pendii vertiginosi che sui loro versanti nord ed est scendono in valloni selvaggi e spettacolari.
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Domenica scorsa in sette uomini e due cani (i famosi cani alpinisti di Luca, in grado di scalare senza problemi un itinerario ripido come la direttissima!) abbiamo percorso quella che è probabilmente la classica scialpinistica più “classica” e spettacolare dell’appennino: la traversata alta del Gran Sasso, da Campo Imperatore ai Prati di Tivo per il Corno Grande e la conca del Calderone.
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Questa domenica siamo nuovamente tornati in zona Passo Godi. Nostra intenzione era quella di andare ad esplorare il Vallone del Ciccariello, sopra Scanno, che da parecchio tempo mi incuriosisce. Arrivati sul posto l’assenza di neve nella parte bassa del vallone e il cielo plumbeo ci hanno fatto optare per il “piano B”.
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Domenica con Marco siamo stati sul Monte Orsello, nei pressi di Campo Felice. Disponendo di due macchine abbiamo potuto compiere un’interessante traversata. Siamo saliti dal bivio di Campo Felice per il facile e largo crestone est per poi scendere a nord sul versante che da sui paesi di Lucoli e Casamaina.
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Dopo il tentativo nella bufera del dicembre scorso eccomi di nuovo sul Monte Ocre. Gita solitaria questa volta.
Salgo dal paese di Casamaina inizialmente a piedi con gli sci in spalla. Una certa continuità di neve la trovo solo cento metri di dislivello più in alto, dove calzo gli sci.
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Casale San Nicola è un piccolo paesino situato a 850 metri di quota ai piedi di quella che è forse la più imponente parete appenninica. Il “Paretone” si innalza per quasi 2000 metri gettando la sua ombra su queste antiche case. Meno oscuro e repulsivo dell’altrettanto impressionante e vicina parete nord del Camicia è forse più nobile e bello con la sua forma triangolare e isolata.
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