
La Direttissima e’ senz’altro la via piu’ breve e allo stesso tempo la piu’ divertente per arrivare in cima alla Vetta Occidentale del Corno Grande.
Frequentatissima nei mesi estivi come in quelli invernali offre a chi la percorre la possibilita’ di affrontare qualche lieve difficolta’ alpinistica, quel tanto che basta per sentirsi “oltre il sentiero”, risultando comunque mai troppo difficile ne’ troppo esposta.
A mio parere si tratta di uno degli itinerari piu’ belli che e’ possibile percorrere sul gruppo del Gran Sasso e in ogni caso il modo migliore per raggiungere la vetta massima. [...]
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Sua maesta’ il Gran Sasso, Monte Corno come era chiamato una volta. Il piu’ alto. Il piu’ roccioso. L’unica vera montagna di tutti gli appennini. Imprescindibile per ogni appassionato dalla Toscana in giu’. Presenza quasi mistica. Uno e trino.
Tre sono infatti le vette che fa il Corno. La vetta occidentale, la piu’ alta e la piu’ frequentata, affollata nelle domeniche d’estate. La vetta orientale, ingiustamente sottovalutata, a picco sulla dolce campagna teramana, quella da cui si gode a mio parere il panorama piu’ bello. Infine, tra le due, la Vetta Centrale. Meno marcata, rocciosa, la piu’ difficile.
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Il Pizzo di Intermesoli e’ una delle grandi montagne della catena settentrionale del Gran Sasso. Nella relazione del De Marchi compare come il “Monte Pizzuto” probabilmente a causa della sua inconfondibile forma a punta e dei suoi versanti ripidi e scoscesi. Cio’ nonostante, se escludiamo la parete est che precipita in Val Maone con i famosi “pilastri”, terreno di gioco prediletto degli alpinisti con numerose e spesso assai difficili vie su ottima roccia, gli altri suoi versanti non offrono vere e proprie possibilita’ alpinistiche.
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Ci siamo. Questa domenica si torna su quella montagna che tanto severamente puni’ il nostro orgoglio ormai quasi 6 anni fa: il Monte Prena. Se quella volta eravamo saliti per la Via dei Laghetti oggi il nostro obiettivo e’ la Via Brancadoro. Secondo le relazioni e’ questa una via piu’ facile seppur piu’ aerea ed in qualche punto esposta. L’attacco si trova sulla sella che separa il Monte Prena dalle Veticole, quella sorta di collinone proprio di fronte al tormentato versante sud della montagna. Purtroppo per noi escursionisti, da qualche anno a questa parte il parco ha deciso di chiudere al traffico motorizzato le piste sterrate che consentivano di avvicinarsi in auto fin sotto le montagne.
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Per la terza Domenica consecutiva, la nostra meta e’ il massiccio del Gran Sasso. Dopo le due salite alla Vetta Occidentale del Corno grande da Campo Imperatore (per il Canalone Bissolati e per la Direttissima), l’obiettivo odierno prevede l’ascensione al Corno Piccolo dal versante teramano per il Canale Sivitilli.
La partenza e’ fissata per le 5. Siamo in due: il “Capocordata” e’ impegnato a Genova e oggi ci tocchera’ cavarcela senza il suo ausilio. Comincia il lungo viaggio (3,30 ore) che ci portera’ a Prati di Tivo. A 24 fino a L’Aquila, poi S.S. 80 per il Passo delle Capannelle e il Lago di Provvidenza. Finalmente lasciamo la bella e selvaggia valle del Vomano per risalire i ripidi tornanti per Pietracamela e poi per Prati di Tivo.
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Vetta Occidentale del Corno Grande. Una settimana dopo la salita per il Canalone Bissolati, il nostro obiettivo e’ ancora la vetta piu’ alta degli Appennini.
Per la felicita’ di Patrick, che da tempo insisteva per tornarci, la via di salita sara’ finalmente la Direttissima.
Le 5. Il “rombo” della fedele 205 di Patrick si fa largo nel sonno degli abitanti di Talenti.
Uno squillo al cellulare e sono subito in strada. Ma non si parte subito: manca il “Capocordata”.
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A distanza di due settimane dalla facile gita a Cima Lepri (Monti della Laga) si torna in montagna. Oggi l’obiettivo e’ piu’ ambizioso: salita invernale (anche se siamo a maggio!) della Vetta Occidentale del Corno Grande (2912 m) ma non e’ ancora deciso per quale via. Le idee in campo sono il Canalone Bissolati (Alberto) o la Direttissima (Patrick). “Decidiamo di decidere” alla Sella del Corno Grande.
Partiamo da Roma che e’ ancora buio. Le 5. Tutti dormono. Per le strade solo pochi tiratardi. Nomentana, Raccordo e finalmente l’A24, “l’autostrada delle montagne”. Il cielo e’ nuvolo ma siamo fiduciosi. Ripiegare su un’altra vetta sarebbe un insuccesso. [...]
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E’ passata poco piu’ di una settimana dall’ultima gita in montagna, ma la voglia di neve e’ ancora tanta. Le cime appenniniche guadagnano moltissimo in fascino quando sono coperte da una abbondante coltre bianca e cosi’ decidiamo di godercele il piu’ possibile prima che la stagione calda abbia il sopravvento. Questa volta la nostra meta e’ la Cima Lepri, una delle piu’ alte dei monti della Laga, catena di monti che conosco ben poco, e’ ora di rimediare! Partiamo alle 6 con Alberto e Marco. Il viaggio e’ lungo, oltre 100 Km di Salaria, ma finalmente siamo ad Amatrice.
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Questo e’ stato un Inverno eccezionalmente nevoso. Persino piu’ del precedente, che pure non aveva scherzato affatto. Le regioni montane dell’Abruzzo a meta’ Marzo erano ancora coperte da metri e metri di neve, anche a quote relativamente basse. Le cime dell’appenino, pure le piu’ insignificanti, risplendevano remote e terribili nelle loro luccicanti armature di ghiaccio. Cio’ detto e’ ben comprensibile che noi “alpinisti buffoni”, per dirla col buon Marco, ci contentassimo di rimirarle da lontano, preferendo fantasticare di ardimentose imprese al riparo delle quattro mura domestiche di fronte ad un buon bicchiere di vino.
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