Mauro Corona - L’ombra del bastone
Pubblicato da Patrick il 14 Dicembre 2005 in Libri

A ottobre e’ uscito l’ultimo atteso libro di Mauro Corona. Egli, scultore del legno di fama e alpinista a tempo perso, da ormai parecchi anni ha iniziato a fissare sulla carta un mondo antico e ormai quasi dimenticato fatto di bestie e uomini, di boschi e villaggi remoti. Erto, il suo paese natale, e’ stato uno di quelli travolti dal disastro della diga del Vajont.
Simbolo questo, purtroppo tragicamente reale, della modernita’ dell’industria e del “progresso” che in pochi anni e a volte in pochi istanti ha brutalmente inghiottito e distrutto per sempre un intero mondo rimasto praticamente immutato per secoli.

Mauro Corona - L’ombra del bastone

Editore: Mondadori
Prezzo: 16,50
Pagine:276
Anno: 2005

Un grosso Quanderno Nero, di quelli usati per tenere i conti del latte dacagliare, giunge tra le mani di Mauro Corona. Porta in calce la data 1920 ed e’ firmato Severino Corona detto Zino.
Il quaderno e’ consunto, le pagine appiccicate l’una all’altra, ma lentamente, con la punta del temperino infilata tra foglio e foglio, Mauro Corona riesce ad aprirlo e a decifrarlo.
Cio’ che nel quaderno e’ scritto, in calligrafia appena leggibile, e’ la confessione di un uomo, Zino, che il destino o la vendetta della strega Melissa, ha spinto, contro la sua volonta’, sulla via della perdizione. Nella solitudine, tra le pietre e la neve, i branchi di capre e i campi di fieno sui campi dei monti che sovrastano il Vajont, la voglia di sesso e’ il demone scatenante che fa nascere storie di violenza e di morte. Cosi’ e’ la voglia sfrenata, fino alla follia e all’istigazione al delitto, che prende di Zino la moglie di Raggio, il piu’ caro amico di Zino. Maledizione di Melissa, la strega della caverna assassinata e gettata in foiba dai falciatori; colpa della brama di vivere dove vivere non si puo’ se non secondo le immutabili leggi di una natura atavica e selvaggia che non concede nulla se non a prezzo di fatica e dolore.
Mauro Corona ci da finalmente il romanzo atteso, la cronaca non piu’ della sua vita, ma la storia di Raggio e di Zino, di Maddalena Mora e di Neve, la bambina di ghiaccio, di tutti coloro che lassu’, sui suoi monti, lo hanno preceduto. L’ombra del bastone e’ un “Malavoglia” friulano di lotta perduta contro il destino, cosi’ la voglia di femmina, folle di sesso e di dolore, e’ una “Lupa” che sa di fieno e latte cagliato.
Mauro Corona, affascinato dalla storia del Quaderno Nero, ne conserva il linguaggio naturale, duro e carezzevole, talora stravolto, dove ferocia e pieta’ sono le due facce di quella stessa moneta gobba che e’ la vita distorta da una poverta’ atavica impastata di fatica, di sangue, di sesso, di stregoneria, di oscure potenze racchiuse da sempre nelle cose, negli alberi, nelle rocce, nelle esistenze di maschi e femmine bruciate da un fuoco inestinguibile o pietrificate dal gelo. La vita presa a morsi come una forma di pane duro. Saggezza e follie antiche come le montagne camminano insieme, orfane che mettono paura. La vita e’ un dono, la morte e’ la norma che si annuncia con quel bastone che riappare, fantasma in cerca di vendetta, appeso a un muro di osteria dopo aver attraversato, lordo di sangue, il ventre stesso della terra. Ma, luminosa, come un lucignolo nel buio assoluto, si affaccia la storia della piccola Neve , dove il male si trasforma in bene, la bambina che non sentiva il freddo e che si sciogliera’ come ghiaccio al sole: poche gocce d’acqua, conservate in una bottiglia posta ancora oggi sulla mensola del camino di Mauro Corona.

1 Commento »

  1. e’ semplicemente bellissimo,ti manda indietro nel tempo quando la vita era fatta di cose semplici ma dura,come le persone che vi abitavano

    Commento di loris — 7, Marzo, 2008 @ 11:49 am

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