Cima del Lago (2422 m). Da Forca di Presta per il Monte Vettoretto e la Punta di Prato Pulito
Pubblicato da Patrick il 29 marzo 2006 in Escursionismo, Monti Sibillini, Relazioni

Domenica 26 marzo 2006

Il VettorettoOre 4.30. Suona la sveglia. Dopo il lungo stop a causa della frattura alla clavicola, finalmente questa domenica torno in montagna. Meta della giornata sono gli amatissimi Monti Sibillini sui quali dieci anni fa ho mosso i primi passi da escursionista. Ad accompagnarmi come sempre il buon Patrick.

Colazione, ultima controllata allo zaino e via lungo la Salaria. Rieti, Antrodoco e finalmente Arquata del Tronto. Lasciamo la Via del Sale per arrampicarci ai 1536 metri di Forca di Presta, base di partenza della nostra escursione.

La giornata si annuncia splendida, soleggiata e fredda al punto giusto. In un attimo ci prepariamo e rapidamente attacchiamo il sentiero (scoperto) che parte dalla sella, a destra di un casale di pastori. Si aggira una prima gobba ed ecco la neve. Dimenticato il sentiero estivo, procediamo sul filo dell’ampia cresta.

La neve e’ dura e in assenza di sci o ciaspole fortunatamente non sprofondiamo. Un’ora di cammino ed eccoci alla base del Monte Vettoretto dove la salita si fa piu’ ripida e impegnativa. Toccati i 2000 metri ci fermiamo brevemente sulla sella osservando un nugolo di scialpinisti risalire dalla Valle Santa.

Il tempo di una barretta ed eccoci ripartire. Tralasciamo l’evidente traccia nella neve che sale a destra verso il Rifugio Zilioli e puntiamo diretti su Punta di Prato Pulito. 370 metri di dislivello in meno di 750 metri a cavallo del confine tra Umbria e Marche. Ora si che i mesi di inattivita’ si fanno sentire! Polpacci e quadricipiti cominciano a tirare, il fiatone sale ma nonostante questo eccoci uscire in cresta!!!

Che sensazione! Ecco il Redentore, la scogliera (con una mega valanga in procinto di staccarsi sul Lago di Pilato) e la Punta del diavolo. Piu’ lontano il Sibilla. E sulla destra il Vettore. Ma che fatica! Saliamo alla Cima del lago da cui si stanno per lanciare una decina di scialpinisti. Il Redentore, vera meta della nostra gita e’ ad un passo, sono le 11.30 e ci sarebbe tutto il tempo per andare. In piu’ la giornata e’ splendida ma considerata la mia stanchezza come rientro dopo cinque mesi di assenza forzata e’ sufficiente.

Scendiamo leggerissimamente per metterci al riparo dal vento e finalmente possiamo goderci il sole e la magnifica vista sulla Laga, il Gran Sasso, il Sirente (di cui si intravede la lunga, lunghissima cresta), il Velino e il Terminillo.

Un panino, due chiacchere e quando il freddo si fa insopportabile ecco il momento di scendere. Ultime foto e via rotolandosi nella neve (che ora ha mollato) per la stessa via fino alla macchina. Rapido cambio e visita d’obbligo a Castelluccio, con birra e nuovo panino, caldo e gustoso alla salsiccia.

Alberto Pieralisi

Non ci sono commenti al post »

Ancora non ci sono commenti al post

Lascia un commento

Ultimi Articoli
Categorie