Cima Lepri (2445 m) da Macchie Piane
Pubblicato da Patrick il 26 Aprile 2005 in Escursionismo, Monti della Laga, Relazioni

Sabato 23 Aprile 2005

E’ passata poco piu’ di una settimana dall’ultima gita in montagna, ma la voglia di neve e’ ancora tanta. Le cime appenniniche guadagnano moltissimo in fascino quando sono coperte da una abbondante coltre bianca e cosi’ decidiamo di godercele il piu’ possibile prima che la stagione calda abbia il sopravvento.
Questa volta la nostra meta e’ la Cima Lepri, una delle piu’ alte dei monti della Laga, catena di monti che conosco ben poco, e’ ora di rimediare!
Partiamo alle 6 con Alberto e Marco. Il viaggio e’ lungo, oltre 100 Km di Salaria, ma finalmente siamo ad Amatrice.
Dopo una doverosa sosta al bar per una seconda colazione risaliamo in macchina per percorrere gli ultimi chilometri di strada che ci porteranno a “Macchie Piane”, ampi pascoli gia’ a 1550m.
Salendo ci imbattiamo in un gigantesco cinghiale (mai visto uno cosi’ grosso) che ci attraversa la strada fermandosi poi a guardarci senza il minimo segno di paura come per ricordarci chi sia il padrone qui.
Continuando a salire purtroppo scopriamo che la strada e’ interrotta a circa un chilometro dal suo termine da un tratto di neve durissima e ghiacciata che ci impedisce di proseguire.
Con sommo rammarico parcheggiamo e dopo veloci preparativi siamo in marcia.
La splendida vista dei Monti Sibillini, vicinissimi visti da da qui, ci allieta il primo odioso tratto di asfalto.
La giornata e’ bella e il sole e’ caldo, procediamo percio’ in maglietta.
Raggiungiamo e superiamo macchie piane seguendo un agevole sentiero che in breve ci porta ad un ripiano erboso chiamato “Colle dell’Orto” oltre il quale il sentiero piega decisamente a destra salendo a mezzacosta i pendii del Pizzo di Sevo. Questo e’ anche il sentiero chiamato “tracciolino di Annibale”; secondo alcuni storici vi sarebbe passato il grande condottiero cartaginese sulla strada della puglia. Mah! Secondo me e’ piuttosto inverosimile…
Incontriamo cosi’ la prima neve che qui e’ in via di veloce scioglimento e forma un torrentello. Dimentichiamo percio’ il sentiero e iniziamo a salire obliqui con lunghi traversi non difficili.
Scavalcati un paio di crestoni e sempre procedendo obliqui arriviamo a Sella la Forca (2119m) punto piu’ basso della cresta tra il Sevo e Cima Lepri.
Qui il clima cambia repentinamente. Spira un feroce vento da Nord che ci ghiaccia il sudore addosso.
In un attimo lo zaino si svuota di tutto il vestiario, pile, piletto, giacca a vento, guanti e passamontagna e cio’ nonostante non si puo’ certo dire che abbiamo caldo.
Il vento ci schiaffeggia senza pieta’ mentre lentamente ci avviamo a destra (Sud) lungo l’ampia cresta.
In un’ora circa siamo in vetta dove e’ una croce completamente ricoperta dal ghiaccio modellato dal vento. La vista e’ magnifica. Si vedono tutti i principali massicci dellItalia centrale, i Sibillini, il Terminillo, il Velino , il Gran Sasso. Quest’ultimo da qui appare ancora piu’ maestoso e “cattivo”, con tutte le cime della catena occidentale bene in evidenza.
Ci rifocilliamo, scattiamo un po di foto e velocemente iniziamo la discesa fino alla sella e poi giu’ di nuovo verso Macchie Piane.
Il tratto di asfalto “supplementare” fino alla macchina si rivela una vera tortura per via dei rigidi e pesanti scarponi invernali che calziamo.
Una meritata cioccolata calda di nuovo al bar di Amatrice e poi ancora giu’, verso la palude cittadina.

Patrick Santillo

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