
Pubblicato da Patrick il 7 Febbraio 2006 in Alpinismo, Gran Sasso, Relazioni

Sabato 4 Febbraio 2006
Sabato 4 Febbraio 2005, prima uscita dell’anno.
Il gruppo Appenninik, rappresentato da me medesimo, per la prima volta se ne va in montagna con Giorgio e Doriano di AriaSottile, direzione Gran Sasso d’Italia!
Gia’ a Roma, poi per tutto il viaggio in autostrada, il cielo si presenta coperto da scuri nuvoloni bassi che non lasciano presagire nulla di buono, ma l’ottimismo di Giorgio e’ coinvolgente: “vedrete, spuntera’ il sole!”.
Arriviamo a Fonte Cerreto con largo anticipo, dal momento che la prima funivia parte alle ore 8.00 e cosi’ senza indugi ci dirigiamo verso il bar per una seconda colazione.
In origine l’idea era quella di andare a salire il Monte Camicia, ma poi, su mia proposta, si e’ optato per il Corno Grande. Giorgio e Doriano qui non sono mai stati ed io, con la nebbia che certamente ci sara’ piu’ in alto, credo proprio di sapermi orientare assai meglio sul massiccio centrale piuttosto che sul Camicia, dove sono stato solo una volta.
All’uscita della funivia, su in alto, la realta’ si presenta assai peggiore delle previsioni. Siamo circondati da una nebbia fittissima quale raramente mi e’ capitato di veder prima e l’orientamento si fa da subito assai problematico.
Gia’ trovare l’osservatorio e dirigerci correttamente verso il sentiero per il Duca degli Abruzzi necessita di un attimo di riflessione.
La temperatura e’ mite (fin troppo) per la quota e non tira vento.
L’ottimismo di Giorgio resta incrollabile, mentre io comincio a pensare che il massimo che possiamo aspettarci da questa giornata sia raggiungere il rifugio per poi tornare mestamente indietro.
E invece, salendo, accade il miracolo. Gia’ prima di raggiungere la cresta siamo sopra le nubi e splende il sole, Giorgio aveva ragione! Notevolmente rinfrancati nello spirito calziamo i ramponi e ci dirigiamo verso la sella di Monte Aquila.
Ci rendiamo conto naturalmente che la situazione meteo e’ in veloce divenire e le nuvole potrebbero velocemente alzarsi portando nebbia la dove ora splende il sole. Tuttavia decidiamo di avviarci e giungere fin dove possiamo.
Il luogo lo conosco piuttosto bene e una ritirata nella nebbia non mi preoccupa piu’ di tanto.
Alla sella sostiamo per rifocillarci con un the caldo e un panino e contempliamo il versante sud della montagna.
I miei compagni non sembrano per nulla impressionati e al momento di scegliere la via di salita di comune accordo si opta per la direttissima.
Ci avviamo percio’ decisi verso l’alto.
Le condizioni fisiche di tutti e tre purtroppo non sono delle migliori percio’ la salita si fa da subito faticosa e ci impegna non poco.
Superato il Sassone entriamo nel canale vero e proprio tenendoci il piu’ possibile sulla destra.
La neve e’ dura e si procede percio’ sulle punte mettendo a dura prova i nostri poveri polpacci.
Lentamente guadagnamo quota e la neve, sempre piu’ abbondante si fa molle e a tratti inconsistente.
Seguendo le orme di un solitario alpinista americano che ci precede evitiamo di passare per il percorso invernale classico e deviamo sulla destra seguendo l’itinerario che normalmente si percorre in estate
La strettoia in alto e’ infatti letteralmente invasa da neve inconsistente e probabilmente pericolosa, non ci fidiamo.
A quota 2850, a 60 metri dalla vetta, siamo costretti a fermarci per permettere la discesa a due alpinisti marchigiani.
Il passaggio e’ infatti abbastanza delicato. Si tratta di quello spigoletto con passi di II grado, ultima difficolta’ della Direttissima versione estiva.
La roccia e’ coperta da uno strato di neve inconsistente sulla quale i ramponi non fanno presa finendo per grattare sulla roccia sottostante.
La discreta esposizione inoltre rende le cose piu’ difficili e sicuramente pericolose.
A questo punto accade qualcosa di estremamente spiacevole. Forse la stanchezza, forse la scarsa lucidita’, o forse la posizione precaria nella quale io e Giorgio ci trovavamo possono spiegare ma non giustificare cio’ che poi succedera’.
Fatto sta che Doriano non se la sente di proseguire, Giorgio al contrario non se la sente di scendere.
Finiremo per separarci, Doriano da solo in discesa per la direttissima, io e Giorgio invece in vetta e poi giu’ per il piu’ facile Bissolati.
Il panorama dalla cima e’ davvero indimenticabile, la montagna si erge alta sopra le nuvole dalle quali spuntano solamente le vette piu’ alte dell’Italia centrale. Il Cefalone, il Prena, il Camicia, l’Intermesoli, il Corno
Piccolo, il Velino, la Maiella sono tutte isole rocciose in un mare bianco e lattiginoso.
Purtroppo altrettanto indimenticabili sono la preoccupazione per Doriano, il rimorso per aver lasciato indietro un amico e il dolore per non poter godere tutti insieme della gioia della vetta.
Dopo una breve e amara sosta io e Giorgio siamo nuovamente in cammino e iniziamo a scendere quanto piu’ rapidamente possibile per il Bissolati. Nel frattempo l’ora si e’ fatta tarda e le nuvole si sono alzate.
Da quota 2500 in giu’ e’ un disperato avanzare alla cieca nell’impenetrabile biancore della nebbia.
La preoccupazione per Doriano aumenta finche’, grazie al telefonino, riusciamo e metterci in contatto con lui e a sapere che e’ riuscito a giungere sano e salvo a Campo Imperatore.
Assai piu’ sollevati proseguiamo sempre il piu’ rapidamente possibile. S’e’ fatto davvero tardi e rischiamo seriamente di perdere l’ultima corsa della funivia.
Alla fine saremo fortunati e ci ricongiungeremo con Doriano con pochi minuti di margine.
Nel complesso e’ stata una bella giornata. La montagna era splendida ed ho conosciuto due splendide persone con le quali spero di poter fare altre belle camminate. Una menzione particolare merita Doriano il quale non solo e’ stato in grado di ritrovare la strada da solo, nella nebbia e in un posto mai visto prima, ma non ci ha fatto nemmeno pesare la brutta azione che abbiamo commesso.
La montagna ci ha impartito un’altra forte lezione, certe cose non dovranno piu’ accadere.
Patrick Santillo
Bravissimo, complimenti Patrick.
Sito molto pulito utile e ben fatto.
Un saluto con affetto.
Giorgio
Commento di Giorgio — 29, Giugno, 2006 @ 7:25 pm