Corno Grande, vetta occidentale (2912m) per il Canalone Bissolati
Pubblicato da Patrick il 11 Maggio 2005 in Alpinismo, Gran Sasso, Relazioni

Domenica 8 Maggio 2005

A distanza di due settimane dalla facile gita a Cima Lepri (Monti della Laga) si torna in montagna. Oggi l’obiettivo e’ piu’ ambizioso: salita invernale (anche se siamo a maggio!) della Vetta Occidentale del Corno Grande (2912 m) ma non e’ ancora deciso per quale via. Le idee in campo sono il Canalone Bissolati (Alberto) o la Direttissima (Patrick). “Decidiamo di decidere” alla Sella del Corno Grande.
Partiamo da Roma che e’ ancora buio. Le 5. Tutti dormono. Per le strade solo pochi tiratardi. Nomentana, Raccordo e finalmente l’A24, “l’autostrada delle montagne”. Il cielo e’ nuvolo ma siamo fiduciosi. Ripiegare su un’altra vetta sarebbe un insuccesso. Albeggia nei pressi dello svincolo di Torano. Il Monte Velino e le montagne della Duchessa sono avvolte nelle nubi. I pendii meridionali sono per lo piu’ spogli di neve. Non disperiamo e andiamo avanti. Passiamo una lunga galleria e il sole ci saluta sulla piana dell’Aquila.
Un caffe’ all’autogrill, il tempo di mettere un po’ di crema solare ed eccoci ad Assergi, la nostra uscita. Pochi chilometri ancora e finalmente lasciamo la macchina a Fonte Cerreto (1130 m), riselendo (nostro malgrado: 13 euro!) in funivia i mille metri di dislivello che ci separano dal piazzale parcheggio antistante l’ostello di Campo Imperatore e punto di arrivo della Funivia (2130 m). La strada asfaltata e’ ancora chiusa: per questa volta niente vista del Corno Grande che si specchia nel primaverile ed effimero Lago Pietranzoni. Peccato!
Finalmente giunti al piazzale, si comincia: seguiamo l’evidente pista che sale a sinistra dell’Osservatorio astronomico e che subito dopo pochi metri diventa sentiero.
Ignorata la biforcazione (2210 m) da cui parte il tracciato che attraversa il pendio sotto la Cresta della Portella, per la possibile presenza di cornici di neve, risaliamo fino al Rifugio Duca degli Abruzzi (2388 m), zigzagando sul ripido pendio erboso ancora innevato e battuto dal vento.
L’affaccio su Campo Pericoli pieno di neve e’ straordinario, le vette del Cefalone, dell’Intermesoli e del Corno Grande rendono il paesaggio a dir poco fantastico.
Dopo le foto di rito e dopo aver calzato i ramponi, nonostante le forti raffiche di vento che ci costringono in precario equilibrio a piegarci piu’ volte, prendiamo il sentiero che risale per un centinaio di metri la cresta e che poi attraversa il ripido pendio alla sua destra per continuare sul versante di Campo Pericoli, scendendo infine alla Sella di Monte Aquila (2335 m).
Qui siamo preceduti da un folto gruppo di alpinisti che partiti dopo di noi hanno seguito il sentiero basso, riparato dal vento, e sono risaliti per il ripido pendio fino alla Sella. Le cornici non erano poi cosi’ preoccupanti come temevamo.
Per nulla scoraggiati dal maggiore dislivello inutilmente percorso, di buona lena risaliamo la cresta, lasciando a sinistra il sentiero della via normale (affollatissimo d’estate ma ancora coperto di neve) e traversando a sinistra raggiungiamo la Sella di Corno Grande (2421 m).
Sciolto il dubbio su quale via percorrere (la Direttissima aspettera’ ancora), da qui lasciamo la traccia che risale la cresta al Sassone e iniziamo un lungo traverso leggermente in salita verso sinistra che ci conduce alla base (2475 m) del Canalone Bissolati, obiettivo scelto per la nostra escursione.
L’attacco e’ ripido e stretto, il vento non concede tregua e come se non bastasse piove dall’alto del fastidioso pietrisco misto a neve. Tenendoci dapprima a sinistra e poi a destra iniziamo la faticosa risalita del canale, un vero must degli scialpinisti appenninici, come dimostrano le evidenti tracce zigzaganti.
Fortunatamente vi sono anche evidenti scalini lasciati da una precedente ascensione che ci rendono assai piu’ agevole la risalita.
Il canale finalmente si allarga e si addolcisce e dopo un ultimo tratto piu’ duro, un evidente bollo segnavia rosso-giallo ci segnala che siamo finalmente in prossimita’ della cresta.
La visione del Corno Piccolo ci galvanizza e velocemente risaliamo i pochi metri della cresta Ovest e, al suo termine, della cresta Nord, per la quale a destra giungiamo felicemente in vetta (2912 m). Incredibilmente siamo i primi. Dopo pochi minuti ecco arrivare per la Direttissima il gruppo di alpinisti incontrati alla Sella di Monte Aquila e subito dopo un gruppo di snowborders.
Stretta di mano, foto di rito, il tempo di sbocconcellare un po’ di cioccolato e subito riprendiamo la via di discesa. Il vento non accenna a calare e sudati come siamo rischiamo di raffreddarci troppo: peccato!
Dalla vetta, riprendiamo l’ultimo tratto della cresta Nord percorsa in salita per poi piegare a sinistra sulla cresta Ovest. Pochi metri e ci si tuffa a sinistra nuovamente nel Canalone Bissolati.
In pochi minuti siamo facilmente fuori dal canale: la neve dura e compatta in salita ha leggermente “mollato” rendendo la discesa comoda e veloce. Ripercorso il traverso siamo in breve Sella di Corno Grande. Uno sguardo alla Direttissima (ancora affollata di persone che salgono nonostante l’ora ormai tarda) e via verso la Sella di Monte Aquila. Qui, ignorando la cresta percorsa all’andata, pieghiamo a sinistra abbassandoci rapidamente. Tolti finalmente i ramponi, in breve siamo nuovamente al piazzale di Campo Imperatore.
Una breve attesa alla stazione della Funivia e, mille metri piu’ in basso, e’ finalmente il tempo di un panino e una birra.

Alberto Pieralisi

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