Corno Piccolo (2655 m) da Campo Imperatore per la via ferrata Danesi
Pubblicato da Patrick il 27 Luglio 2005 in Escursionismo, Gran Sasso, Relazioni

Domenica 24 Luglio 2005

La via ferrata Danesi e’ probabilmente la via piu’ frequentata tra quelle che portano alla cima del Corno Piccolo (2655 m).
Il motivo e’ semplice: seppure leggermente piu’ impegnativa della via normale offre, assai piu’ di quella, una divertente e facile arrampicata su ottima roccia compatta.
Il tutto in massima sicurezza essendo stata completamente riattrezzata nell’estate del 2003.

Per chi proviene da Campo Imperatore ideale poi sarebbe il concatenamento con la via ferrata Brizio che, dalla Sella del Brecciaio, conduce alla base del Corno Piccolo proprio di fronte all’attacco della Danesi.
Purtroppo la Brizio risulta non essere soggetta a manutenzione e ne e’ percio’ interdetta la percorrenza.
In verita’ ho potuto personalmente osservare che in molti si avventurano nonostante il divieto e probabilmente con un poco di attenzone supplementare la via risulta comunque percorribile.
In questa primavera-estate in cui ci stiamo (inconsapevolmente) dedicando a ripercorrere sistematicamente tutte le vie di facile alpinismo del Gran Sasso non possiamo esimerci dal fare una capatina sulla buona vecchia Danesi.
L’attacco si trova nel vallone dei Ginepri proprio alla base della evidente ed elegante guglia di roccia del Campanile Livia, lo si raggiunge in breve scendendo dalla sella dei due Corni in direzione della Val Maone.
Il percorso e’ interamente segnato (in modo persino eccessivo) con bolli di vernice bianco-rossa.
Si sale dapprima per roccette e sfasciumi fino alla base della cosidetta “piccola parete” che si supera agevolmente grazie all’ausilio di quattro scalette e una corda fissa.
Si passa quindi in un scomodo buco formato da un masso incastrato e si continua a salire per roccioni fino ad un forcellino sulla cresta principale (attenzione, sotto i piedi precipita la verticale parete est).
Il passaggio nel buco e’ problematico quando la motagna e’ in condizioni invernali in quanto tende a riempirsi di neve e ghiaccio.

Nel caso fosse totalmente ostruito andrebbe aggirato per una paretina assolutamente non banale sulla sinistra.
Dal forcellino si prosegue verso sinistra sulla cresta superando un trattino esposto (corda fissa) e attraversando una zona di grossi massi che ricordano vagamente una scogliera di mare zigzagando un poco alla ricerca del percorso migliore (il percorso e’ comunque sempre ottimamente segnato).
Un’ultima corda fissa per superare l’ultima facile paretina e si e’ in vetta.
Per la discesa a questo punto e’ possibile andare a prendere la normale scendendo per la cresta est (in direzione dell’intermesoli) compiendo cosi’ un interessante anello fra le rocce.
Noi per questione di rapidita’ scegliamo di tornare per la via di andata e in breve siamo nuovamente alla base.
Da qui ci attende la faticosissima risalita fino alla Sella dei Due Corni. Non so perche’, in fondo e’ un pendio come un altro, ma questo tratto si rivela sempre terribile per i polmoni, per le gambe e per il morale!

Patrick Santillo

3 Commenti »

  1. perche’ non fanno la manutenzione alla Brizio ? E di chi sarebbe la comptenza ?
    grazie

    Commento di diego — 31, Marzo, 2008 @ 3:59 pm

  2. La competenza? Non lo so. In realtà finora ciascuno ha fatto un po come gli pare. Segnando sentieri, chiodando vie e ferrate. Ora però credo che sia il parco a doversi occupare di queste cose.

    Commento di Patrick — 2, Aprile, 2008 @ 5:54 pm

  3. Certo ultimamente , ho notato un certo miglioramento. ma tutt’ora secondo me in alcuni punti scoperti, non ci sono buoni appigli

    Commento di appegius — 10, Maggio, 2008 @ 10:29 pm

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