
Pubblicato da Patrick il 5 Maggio 2008 in Maiella, Relazioni, Scialpinismo
Venerdi 25 Aprile 2008
La Rava Pisciarello non è una delle classiche rave della Maiella, o almeno non ancora. E’ stata sciisticamente scoperta solo da pochi anni da Valentino di Salvo, autore insieme a Luigi Filocamo della guida “Tracce di sci in Appennino” e successivamente valorizzato da Fabrizio D.A. (Annibale sul forum di Over the Top) che ha provveduto a divulgarlo e a segnare il sentiero d’accesso con alcuni bolli di vernice.

Noi, sbagliando, abbiamo creduto di poter percorrere l’itinerario ad anello salendo per la Rava del Ferro e scendendo appunto per il Pisciarello. Questa soluzione in realtà, sebbene certamente possibile, non è probabilmente conveniente in quanto il dislivello che ci si risparmia all’andata lo si recupera al ritorno aggiungendoci inoltre una camminata discretamente lunga. Infatti traversare, come avevamo in mente, dalla Rava Pisciarello in direzione della Rava del Ferro alla quota dell’imbocco di quest’ultima non è consigliabile per via di alcuni salti di roccia e del terreno in ogni caso scomodo e infestato da una fitta boscaglia.

Piuttosto è conveniente percorrere il Pisciarello anche in salita. All’uopo riporto le esaustive indicazioni fornite da Italo Marchionni (che abbiamo incontrato in discesa insieme all’inseparabile cane Macchia) su Over The Top:
“ACCESSO: dalla SS484 che collega Caramanico a S.Eufemia, spostandosi in direzione passo S.Leonardo, appena passata la galleria ad archi dentro S.Eufemia si gira a SX per MACERE PIANE (attenzione: il cartello indicatore è visibile solo dopo la svolta). si prosegue per 1,5km su strada asfaltata (attenzione: la strada in questione, sebbene asfaltata, non è riportata su IGM). quindi si gira a DX imboccando una sterrata con fondo carrabile (sentiero CAI n.15A). si percorre la sterrata per 2,0km fino ad un incrocio con una pista per trattori, dove si lascia l’auto. l’incrocio è perfettamente segnato sulla carta IGM, vieppiù segnalato dalla quota cartografica 1150m. possedendo un fuoristrada è ulteriormente possibile proseguire sul tracciato per trattori per ancora 7÷800m giungendo a quota 1230.
AVVICINAMENTO: dalla quota 1150, oppure 1230, si continua a seguire il tracciato per trattori, comunque sempre segnato e ben evidente (freccie con vernice rossa su alberi e massi), raggiungendo una radura a quota 1330m. in questo punto la traccia non è evidentissima, almeno per un breve tratto, ma comunque non è difficile orientarsi: a quota 1330 si ha infatti di fronte una piccola bastionata rocciosa che si aggira sulla DX (salendo): così facendo si entra nella parte bassa della rava; mantenendo sempre la DX OROGRAFICA del canale ben presto si ritrova il sentiero sempre segnato con vernice rossa e si raggiunge la quota 1530 in corrispondenza del cono di deiezione delle valanghe che scendono lungo la rava. da questo punto in poi l’itinerario diventa intuitivo: la rava è quasi tutta visibile per il suo intero sviluppo (o perlomeno è intuibile) e non resta che salirla.
SALITA: calzati gli sci a 1530m si tolgono 1 sola volta, per pochi metri, circa 100m più in alto in corrispondenza di un muretto appoggiato di terra e sassi solitamente non innevato; si sale dunque l’intera rava, dapprima stretta e sinuosa, e quindi ampia e diretta fino alla sommità del PESCOFALCONE, percorrendo sci ai piedi oltre 1000m di dislivello. il canale presenta una pendenza mai banale e la valutazione oggettiva varia tra un impegno BSA ed OSA. data l’esposizione poco soleggiata durante la giornata (O-NO) e la natura del manto (duro al mattino) sono comunque consigliabili i rampant sin dall’inizio o, al più, dopo la prima ed unica interruzione.
DISCESA: si comincia a scelta dalla vetta vera e propria (2657m) o dall’anticima segnata con ometto in pietra e palo in legno (2646m) e quindi giù, senza soluzione di continuità inanellando curve su curve dapprima su pendio più ripido (BELLISSIMO anfiteatro sommitale tra quota 2300÷2600m) e quindi su canalini meno marcati (tobooga e half pipe a gogò nella parte bassa della rava)
RIENTRO: CON 30÷40min di rilassante ritorno nel bosco ombreggiato si torna alla macchina.”

Come dicevo noi abbiamo percorso in salita la Rava del Ferro, bel canale che si incunea in profondità sul fianco del Monte Pescofalcone (2657 m). La prima parte della rava è abbastanza stretta e abbiamo trovato solo una discontinua lingua di neve dura cosparsa di detriti. Abbiamo perciò ritenuto conveniente percorrere i primi 400 metri di dislivello a piedi con i ramponi. Da quota 1800 metri siamo saliti con gli sci su una bella neve dura fino al pianoro sommitale, situato tra i monti Pescofalcone e Amaro, dove il maggiore soleggiamento aveva reso la neve assai più morbida. Obliquando a sinistra in breve siamo giunti sulla piatta cima del monte Pescofalcone.
La discesa nel Pisciarello si è rivelata piacevole su ottima neve. Prima per il largo e piuttosto ripido imbuto sommitale e poi nella rava vera e propria, praticamente un corridoio creato dalle valanghe tra i pini mughi così caratteristici di questo versante della Maiella.
Solo gli ultimi 200 metri hanno tolto un po di piacere alla sciata cosparsi come erano di rami sassi e detriti vari . A quota 1500 metri la neve terminava su un ripiano fra alberi schiantati dalle valanghe. Quaranta minuti a piedi ed eravamo sulla strada per S.Eufemia dove Giorgio e Annarita, che avevano preferito scendere per la Rava del Ferro ci hanno pietosamente raccolto evitandoci così il lungo rientro alle macchine.
Foto:
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