
Pubblicato da Patrick il 19 Aprile 2008 in Gran Sasso, Relazioni, Scialpinismo
Domenica 13 Aprile 2008
Questa domenica finalmente si va sul Corvo, una montagna che da tanto tempo avevo in testa. Partiamo da Prato Selva decisi a salire per il versante nord, quello sciisticamente e forse anche paesaggisticamente più appagante. Da qualsiasi parte lo si affronti il Corvo è comunque una montagna remota e piuttosto selvaggia, cosa che non fa che aumetarne il fascino. In settimana ha fatto molto caldo. Lo scirocco ha sciolto moltissima neve così l’ambiente che troviamo è decisamente primaverile.

Nonostante questo, grazie alla quota abbastanza elevata e all’esposizione settentrionale, di neve ne troviamo abbastanza. Dai 1600 metri la salita era tutta su neve, al di sotto di questa quota solo chiazze peraltro sciabili.
Sfruttandole e sciando tra l’una e l’altra sull’erba (l’erba fangosa è sciabile, ho scoperto !!) in discesa siamo arrivati con gli sci fino a 5 minuti a piedi dal piazzale.
La neve era ovunque ben trasformata. Salvo forse sulla parte più alta vicino alla cresta. L’unico problema è sorto dal fatto che sabato e domenica sono state giornate più fresche seguite ad altre molto calde. Per conseguenza la neve, molto umida, ha ghiacciato molto bene.

In salita nella prima parte del Vallone Crivellaro, un gradone più ripido al quale segue una tratto meno pendente, salire con gli sci nonostante i rampanti richiedeva una certa dose concentrazione. Una scivolata non sarebbe stata certamente cosa piacevole.
Il canale a sinistra che conduce fuori dal Crivellaro, abbastanza ripido, lo abbiamo affrontato con picca e ramponi sempre per via della neve ghiacciata. La neve si manteneva così ostinatamente dura, nonostante il trascorrere delle ore, che più volte ci siamo domandati un poco preoccupati come sarebbe stata la successiva discesa se non si fosse decisa ad ammorbidirsi un poco.

Fortunatamente giunti in cresta, grazie alla migliore esposizione abbiamo trovato neve più morbida fino in cima.
E così nel Fosso del Monte, il vallone adiacente al Crivellaro, scelto come via di discesa. Un firn veramente stupendo che anche nei tratti più ripidi ci ha regalato una sciatona davvero fantastica fino al rifugio del monte a quota 1600 metri.
Dal rifugio abbiamo rimesso le pelli per risalire circa 150/200 metri di dislivello in direzione di Colle Abetone e quindi per chiazze e lingue di neve di nuovo in discesa seguendo più o meno il tracciato delle piste fino a 5 minuti a piedi dal piazzale di Prato Selva.
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