La Traversata del Corno Grande
Pubblicato da Patrick il 21 Agosto 2006 in Alpinismo, Gran Sasso, Relazioni

InfoPartecipanti: Patrick Luogo di partenza: Campo Imperatore Dislivello in salita: 750m Difficoltà: PD- Galleria fotografica: NO

Mercoledi 12 Luglio 2006

 

Il massiccio centrale del Gran Sasso, per quanto sia con ogni probabilità la montagna che conosco di gran lunga meglio di ogni altra, riserva ancora degli angoli per me sconosciuti degni di essere esplorati.
Uno di questi è senz’altro il versante sud-orientale del Corno Grande a precipizio sul vallone dell’Inferno, quello per intenderci dove è costruito il bivacco dedicato ad Andrea Bafile.

Approfittando di un periodo di vacanza in Abruzzo decido di avventurarmi, con tutte le cautele e anche le esitazioni dovute al fatto di essere da solo, su un percorso che avevo in progetto da tempo.
L’idea è quella di compiere la traversata del massiccio salendo dal versante meridionale per poi ridiscendere sulla conca del Calderone attraverso la via Gualerzi gi� percorsa lo scorso anno.

Aggirando lo spigolo SSE

Mi avvio perciò di buon mattino lungo l’ormai stranoto sentiero che dal piazzale di Campo Imperatore conduce alla sella di Monte Aquila traversando sotto la cresta della Portella.

Il tempo non è buono. Fa abbastanza freddo e Monte Corno è già avvolto da pesanti nuvoloni. Pieno di sconforto e di dubbi proseguo lentamente lungo il sentiero per la Direttissima.
Al Sassone sono già nella nebbia più fitta. La montagna è deserta e non un rumore squarcia il silenzio. Del resto è un giorno feriale ed il tempo è quello che è.
Faccio una pausa per mangiare un boccone e decidere il da farsi.

Il Belvedere

La visibilità è ridottissima, ma non sembra rischiare di venire a piovere. Decido perciò di avviarmi lentamente verso il sentiero per il Bafile almeno per dare un’occhiata e valutare poi via via se proseguire.

Dal sassone quindi scendo leggermente verso destra per un sentierino abbastanza “rotto” e pieno di sfasciumi. La visibilità è sempre ridotta a zero tuttavia i segnavia sono abbondanti e il percorso anche così risulta piuttosto evidente. Dopo breve tempo incontro i primi cavi metallici.
Bene, penso, sono già all’altezza dello spigolo SSE del Corno Grande. Ora bisogna aggirarlo. Cosa che faccio per cengette e un paio di facili placchette appoggiate facilitato da diversi cavi (in ottimo stato) e una scaletta.
La guida parlava di una placca esposta non attrezzata, ma non ne trovo traccia. Evidentemente si èprovveduto ad attrezzarla in occasione del restauro di un paio di anni fa.

La comba ghiaiosa. Di fronte, in alto, il Bafile

La parte attrezzata ha termine su una crestina affacciata sulla comba ghiaiosa sotto la parete est del Corno Grande (il Belvedere). Ora il vento a tratti squarcia le nubi rinfrancandomi e permettendomi di dare un’occhiata a ciò che mi attende.
C’è da attraversare in leggere discesa la comba in direzione del bivacco che da qui appare piuttosto vicino anche se molto più in alto. Il canale che sale fino alla forchetta del Calderone non è invece ancora evidente.

Decido di proseguire con la consapevolezza che, almeno fino a questo punto, potrei eventualmente ritirarmi facilmente per la via già percorsa.
Giunto a poche decine di metri dal bivacco quando ormai per raggiungerlo mancava solo l’ultima ripida “pettata” ecco finalmente il canale. E’ anch’esso segnato con bolli rosso-gialli e sale deciso verso sinistra. Era mia intenzione fare una visita al bivacco, ma date le circostanze decido di non indugiare oltre.

Fra le rocce del canale

Inizio quindi a salire.
Il percorso non è difficile (si cammina in gran parte) anche se mi risulta abbastanza faticoso, forse per via della premura che ho.
Supero rapidamente, ma con attenzione per via di diverso materiale instabile, diversi passaggi di I e II grado valutando per ciascuno se sarei stato in grado di ridiscenderlo in caso di necessità.
La maggiore difficoltà mi si presenta sottoforma di un grosso nevaio residuo che mi blocca il passaggio. Sono infatti sprovvisto sia della piccozza che dei ramponi.
Alla fine ne vengo a capo aggirandolo per un tratto sulla destra e poi superandolo in equilibrio un po precario sul bordo della “crepaccia terminale” in alto.

Sulla grande terrazza inclinata

Senza altri problemi giungo finalmente alla Forchetta del Calderone dominata un’aguzza guglia di roccia (Piccolo Campanile della Forchetta). Scendo quindi qualche metro sul versante del Calderone per poi risalire a destra sulla grande terrazza inclinata, molto inclinata, che taglia a metà la parete nord del Torrione Cambi (Via della Coppitana).
La atraverso tutta, con cautela per via del brecciolino insidioso, fino alla rampa percorsa dalla via Gualerzi. Con mia sorpresa trovo due nuovissimi spit saldamente infissi nella roccia.

Ho con me la corda e non ho voglia di ulteriori ingaggi perciò non mi faccio nessuno scrupolo. Attrezzo velocemente la sosta e getto le doppie.
Una seconda calata su un vecchio fittone, una discesa per le ultime roccette e in men che non si dica sono alla base.
Le nuvole vanno e vengono ancora con tanta rapidità che non mi è possibile scattare due foto in successione.
Finalmente mi rilasso e mi rifocillo. Da qui alla macchina solo una lunga, sana, camminata.

La conca del Calderone

 

 

7 Commenti »

  1. mi piacerebbe farla questa traversata! magari con qualcuno.

    Commento di remo — 27, Agosto, 2006 @ 11:12 pm

  2. Ciao bella traversata.
    Peccato che il tempo fosse brutto dal resto sono stato sul gran sasso (direttissima) pi

    Commento di anto — 28, Agosto, 2006 @ 10:22 pm

  3. Ciao Anto
    Dal Bafile al Sassone

    Commento di Patrick — 8, Settembre, 2006 @ 12:22 pm

  4. ciao anche io insieme a 2 miei amici abbiamo fatto questo giro che mi ero riproposto di rifare dopo 15 anni quando non c’era la ferrata attrezzata come lo

    Commento di Remo Zav. — 7, Ottobre, 2006 @ 10:02 pm

  5. Ciao Patrick,

    Potresti dirmi se dalla forchetta del calderone

    Commento di Fabrizio — 16, Ottobre, 2006 @ 7:55 pm

  6. Ciao Fabrizio
    Purtroppo non credo che sia fattibile a meno che tu non sia molto esperto.
    Il tratto di cresta che vorresti percorrere tra la forchetta del Calderone e La vetta Occidentale

    Commento di Patrick — 16, Ottobre, 2006 @ 8:36 pm

  7. sarei molto interessato a fare, da Campo Imperatore, la via al Bafile e ritorno perché ho voglia di fare qualche sentiero attrezzato (non molti su GS!!). Ho fatto 3 volte il Ventricini (anello completo)…é paragonabile o più difficile?

    Grazie anticipatamente.

    Commento di Nuke — 18, Ottobre, 2006 @ 2:34 pm

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